Chiesa San Biagio

Chiesa San Biagio

Questa chiesa ha origine dai Benedettini del Monte Subasio ed è documentata quale loro possedimento in una carta del 1244.  Di stile tardo romanico umbro (XIII sec.), presenta una facciata originale in pietra bianca e rossa di Assisi. L’ingresso è dato da un ampio portale con arco a tutto sesto, ornato da fascioni e cornici, ai cui lati si aprono due monofore. L’interno è costituito da un unico ambiente con la volta distinta in quattro vele. La tela che sovrasta l’altare maggiore risale al tardo Cinquecento, rappresenta la Trinità con, in basso, i santi Lorenzo e Benedetto (a destra), Biagio e il beato Lorenzo Giustiniani (a sinistra). Di fronte all’ingresso c’è un altro altare di stile barocco; sui muri sono presenti frammenti di affreschi del 1300.

Questa chiesa ha origine dai Benedettini del Monte Subasio ed è documentata quale loro possedimento in una carta del 1244. 
 
Di stile tardo romanico umbro (XIII sec.), presenta una facciata originale in pietra bianca e rossa di Assisi. L’ingresso è dato da  un ampio portale  con arco a tutto sesto, ornato da fascioni e cornici, ai cui lati si aprono due monofore. L’interno è costituito da un unico ambiente con la volta distinta in quattro vele. La tela che sovrasta l’altare maggiore risale al tardo Cinquecento, rappresenta la Trinità con, in basso, i santi Lorenzo e Benedetto (a destra), Biagio e il beato Lorenzo Giustiniani (a sinistra). Di fronte all’ingresso c’è un altro altare di stile barocco; sui muri sono presenti frammenti di affreschi del 1300.
 
Interessanti, anche ai fini delle tradizioni religiose locali, due statue che qui si conservano: una, d’epoca moderna, è quella di S. Biagio (3 febbraio) a cui è legata una antichissima festa popolare, l’altra è della Vergine Immacolata, attribuita a Nero Alberti (1502-1568), da annoverare tra le "Madonne con le calze autoreggenti". Viene portata in processione il pomeriggio del giorno di Pasqua e fatta incontrare con la statua del Cristo Risorto dando vita alla Rinchinata.
 
 
L’edificio, già parrocchiale, fino al 1668 fu membro della Congregazione dei Canonici Regolari del monastero di S. Salvatore in Lauro di Roma, poi passò alle dirette dipendenze della Diocesi di Assisi. A norma degli Statuti comunali di Cannara (1536, parte III, rubrica LV), le donne chiamate a testimoniare in qualche causa penale, dovevano essere interrogate dal Podestà nella chiesa di S. Biagio alla presenza di un’altra donna.